Storie, poesie, canzoni, fanfiction e cavolate varie.
» 23/01/2010, 16:06
Stage 33 - L'Egocentrica Kaname La maga nera continuava a fissare quella strana bacchetta con sguardo assorto, quasi rapita. Era sempre solita a farsi prendere dagli oggetti e artefatti magici, ma non aveva mai visto una cosa simile prima d'ora. Se la squadrò bene, rimuginando. -...sensei...?- La maga non si smosse, continuò il suo lavoro, qualunque esso fosse. -SENSEI!- urlò Mitsu. L'urlo fece voltare la ragazza dalla treccia bionda. -che vuoi, Mitsu? Sto osservando la tua bacchetta!- sbottò, seccata. -Appunto, la MIA bacchetta.- precisò la ragazza. Marisa rise. -Che c'è? Pensi che te la rubi?- Mitsu non rispose e Marisa la fissò perplessa. -...davvero pensi che te la possa rubare?- rise nuovamente - ma andiamo! Ha scelto te, no? Quando un oggetto magico sceglie un padrone non può funzionare per altre persone.- aggiunse, tendendole il Prismaeon, che l'albina afferrò. -Beh ma tu non ti fai di questi problemi, no? Se una cosa la vuoi te la prendi!- spiegò l'albina, osservando perplessa di come, quella bacchetta, svanisse in tante luci se posta accanto al Melodic Prism, che portava appeso alla sinistra della cinta. -Già, me la prendo da zé....- disse una voce assorta. L'albina alzò lo sguardò e notò che la sua maestra la fissava con aria pensierosa. -qua....qualcosa non va, sensei?- chiese l'albina, arrossendo. Marisa scostò lo sguardo e si alzò. -Va che ti ho detto di chiamarmi per nome, baka.- disse, intrufolandosi in cucina. -mi spiace...è abbastanza difficile, cioè, è un anno che ti chiamo sensei e pronunciare il tuo nome in assoluto è..- la seguì, con passo lento e incerto. -E'..?- chiese la maga, mentre cercava qualcosa nella credenza. -...imbarazzante, ecco.- concluse, voltandosi di lato abbastanza imbarazzata e rossa in viso. Percepì lo sguardo della maestra fisso su di lei. -...Mitsu, c'è qualcosa che devi dirmi?- chiese. -Assolutamente no!- si affrettò a rispondere, voltandosi e avviandosi verso l'ingresso. -ah...si.- si fermò. -Ah si? Ah no? Ah forse? Vuoi parlare zé?- la maga bionda sbucò nell'ingresso, fissando l'allieva con sguardo severo. -Beh, voglio farmi un giro al villaggio, ecco.- si affrettò a dire, marisa si accigliò. -Per quale motivo? Vai a trovare Hana?- chiese, l'albina annuì. -Oh beh, ma stavolta vedi di non farti promettere in sposa da nessuno.- disse. L'albina annuì nuovamente e prese la sciarpa di cotone, avvolgendosela al collo. Si voltò e appoggiò la mano sulla maniglia della porta, pensierosa. -....sense....Mari....cioè....- iniziò col dire, incerta. La maga nera, che era tornata in cucina, si affacciò nuovamente all'ingresso, mangiucchiando un biscotto. -...come sai del mio matrimonio programmato?- Quasi le andò di traverso, per cui dovette darsi dei pugni al petto per non soffocare. Sospirò, si grattò il capo, fissando la ragazza sull'uscio. -...me l'ha detto Kourin, ecco.- rispose. Anche Mitsu sospirò e aprì la porta. -Nee, Mitsuki.- la chiamò nuovamente Marisa. -...hai davvero dimenticato Alice, vero?- l'albina si bloccò -Intendo, con quello che hai fatto prima...- Mitsuki si voltò, confusa, per poi annuire. -...vado.- disse, uscendo e chiudendosi la porta dietro di sé. Nulla era cambiato al villaggio: il solito panettiere che vendeva il pane, il solito pescivendolo che vendeva il pesce, la balia con i bambini, il falegname e il fabbro, il muratore che riparava e costruiva, i ragazzi che apprendevano il mestiere dai genitori. L'albina si accorse con gioia che nessuno la fissava, pensando che il caos avvenuto nel giorno del suo matrimonio programmato era ormai stato dimenticato. Non pensò minimamente di andare a trovare sua madre e suo padre, si diresse invece, a passo spedito, verso l'orfanotrofio. Era da tempo che non vedeva Natsu e sapeva solo ciò che Hana le riferiva. Pensò fosse una buona occasione per salutare l'amica e si diresse verso l'edificio in pietra situato più a nord del villaggio. Mentre si avvicinava all'orfanotrofio, però, notò alcuni ragazzi che urlavano proprio davanti all'ingresso. Si avvicinò curiosa, distinguendo tutti i ragazzi presenti: Natsu e Tsubasa, a capo di un gruppetto formato da quattro ragazzini, di fronte a loro c'era Kaname, seguita dalle sue due tirapiedi Saki e Rei e dal cugino di Kaname, Hideki. Notò che la lotta era tra Natsu, Tsubasa, Kaname e Hideki, ma non capì sul perchè stavano litigando, tuttavia sentì le pesanti offese volare tra i due gruppi e capì che la situazione era alquanto grave. Restò ferma ad osservare la scena, finchè Kaname e i suoi non se ne andarono con aria non curante e altezzosa, lasciando dietro di sé il gruppetto di ragazzi furiosi. L'albina si avvicinò ai ragazzi, ancora lividi dalla rabbia. -Natsu...Tsubasa...che succede qui?- chiese Mitsu, sconcertata. -Mitsu!!- urlò la brunetta, abbracciando l'amica. -Oddio non ti immagini che casino! Quella maledetta forlecca ci ha rotto davvero i coglioni!- -...for...che? ...che succede?- l'albina era alquanto disorientata, e i ragazzi la invitarono ad entrare per le spiegazioni. L'orfanotrofio era un edificio non troppo grande ma arredato con molta semplicità. Ospitava circa venti ragazzini orfani di tutte le età. Non tutti avevano perso entrambi i genitori, infatti, molti di loro, avevano perso un solo parente, che spesso era il padre. La madre, ritrovatasi sola, non poteva badare al figlio e lo affidava in custodia all'orfanotrofio mentre lei tornava a svolgere il lavoro che un tempo eseguiva il marito defunto. Tsubasa fece accomodare l'albina in un piccolo salottino adibito anche a campo giochi. Per terra erano sparsi tre bambini che gattonavano inseguendo palline o litigavano tra di loro per una bambola di pezza. -Tsubasa...mi sorprende vederti qui.- disse l'albina, curiosa. L'amico dai capelli corvini si accomodò accanto a lei, seguiti da Natsu e da un'altro ragazzino che non avrebbe dovuto avere più di tredici anni. -Natsu mi ha chiamato per una riparazione, mio padre è un fabbro e io conosco il mestiere, per questo sono qui.- spiegò, mentre l'amica le versava del té. -E per quale motivo è venuta Kaname? Questo posto non mi sembra degno della beneamata figlia del sindaco.- disse l'albina, sorseggiando il suo té. -Quella infame forlecca dei miei stivali sta cercando di prendersi un terreno che appartiene all'orfanotrofio.- si affrettò a spiegare Natsu. -Si tratta del terreno qui dietro, che usiamo per coltivare, insegnando ai bambini il mestiere di contadini.- -Non ci credo! Che diamine vuole farne?- chiese l'albina, sconcertata. -Non ne ho la minima idea, ma qualunque essa sia non è buona sicuro.- rispose l'amica. -Bah, quella schifosa Infroccola mi ha rotto le rotelline.- aggiunse il ragazzetto seduto accanto a Natsu. Quest'ultima scoppiò a ridere, mentre Mitsuki cercava di capire cosa stessero dicendo. Nel salottino apparve la figura di una donna di mezza età, una signora composta con i capelli raccolti che indossava un kimono che sembrava aver fatto il suo tempo. La donna aveva un'aria severa. -Yukishiro-san! che succede?- chiese Natsu alla donna, fissandola perplessa. -Una cosa che non va bene.- disse la donna, avvicinandosi ai ragazzi. -Mi sono dovuta appena scusare con dei contadini perchè pare che voi abbiate avuto la bella idea di litigare con Kaname-san e la sua comitiva.- concluse, aggiustando il vestitino ad uno dei tre bambini seduti a terra. -Cosa? Che vuol dire che ti sei scusata con dei contadini?- chiese Tsubasa, sconcertato. -Lei non ha nulla da scusarsi!- aggiunse Natsu, mentre il ragazzetto annuiva. -Lo so.- disse la donna, prendendo le tazze dal tavolino. -ma vedete, quando litigate contro qualcuno di potente, ecco gli inconvenienti.- spiegò, osservando i presenti. -Hanno detto di essere passati qui per far visita ai bambini orfani e per spiegare un progetto che avevano in mente con il nostro terreno, però voi li avete orribilmente insultati senza motivo costringendoli ad andarsene via.- -Ma è falso!- urlò il ragazzino, furioso. -Sono loro che ci hanno intimato di dargli il terreno e hanno iniziato ad offenderci!- spiegò. -Lo so, ma non potevo contraddirli. Ho dovuto promettere loro che vi avrei punito non permettendovi di lasciare l'edificio per i prossimi cinque giorni.- concluse, allontanandosi con le tazze sporche. -Ma cosa?? Non è giusto!- disse Natsu, furiosa. -maledizione a quella forlecca del cavolo!- esclamò, sbuffando. -Scusatemi ma non capisco la punizione!- aggiunse l'albina, sconcertata. -E' ovvio, ha dovuto prometterlo perchè se no le avrebbero tolto la gestione dell'orfanotrofio per incompetenza o qualcosa così.- spiegò Tsubasa, sospirando. -Yukishiro-san è una donna davvero splendida e responsabile, ama molto i suoi bambini. E' orribile che ci vada di mezzo lei, inoltre vogliono toglierle il suo unico campo...- Mitsuki si alzò, nervosa. -Con tutto che possa essere sola e non compresa, Kaname non può passarla liscia.- disse. I ragazzi la fissarono sconcertati. -...sola....non compresa....Kaname? Ma che dici, ti ha dato di volta il cervello?- chiese Natsu, fissandola shockata. -...scusami, è difficile da capire.- disse, stringendo il Melodic Prism nella mano sinistra. -Vedrai che la farò pentire di questa azione!- affermò, sorridendo. -Tsubasa, mi serve anche il tuo aiuto!- Quella sera, al calar del sole, Mitsuki, Tsubasa e Hana si trovavano appostati fuori dalla villa dove abitava Kaname. Si trattava di una villa antica in tipico stile nipponico, composta da più di un edificio. Avevano gia trovato la ragazzina, si trovava nell'edificio più a sud, probabilmente camera sua, mentre stava bevendo del té con le sue due amiche più fedeli. Saki, una ragazzina dai capelli neri lunghi fino al bacino, leggermente mossi, teneva legata la frangia da una mollettina. Rei, una ragazza con fisico un pò più abbondante, aveva i capelli corti a caschetto di colore castano chiaro. Le tre ridevano e chiacchieravano come galline in preda ai pettegolezzi. -Che metafora...- disse Hana, dopo che l'albina stava loro illustrando l'evidente situazione. -Non è quello l'importante...adesso....dobbiamo attuare il piano.- Tsubasa sgattoiolò verso il laghetto dietro la casa con una cassa in legno tra le mani, che Mitsuki gli aveva chiesto di fabbricare. Entrò in acqua lentamente e silenziosamente, posizionando la cassa verso il centro e premendola bene sul fondo per far si che non fosse notabile. Hana fu ricoperta da un lenzuolo bianco e il ragazzo la fece salire sulla cassa, mentre l'albina osservava la scena da lontano per controllare se l'effetto era quello sperato. In effetti non poteva essere migliore: una sorta di creatura bianca aleggiava sopra il laghetto. Mancava solo un pò di luce ed è lì che entrava in gioco la maga rosa. Tsubasa le si avvicinò, annuendo, così l'albina congiunse le mani per poi disegnare una sorta di triangolo sopra di lei. Puntò il dito verso l'amica e il suo bianco telo iniziò a illuminarsi, divenendo sempre più bianco e luminoso come se fosse stato uno spettro. E, in effetti, lo scopo era questo. Il ragazzo si appostò sotto la finestra della camera dove le tre ridevano e parlavano, iniziando a battere con le mani. La camera sprofondò in un silenzio forzato, probabilmente le tre erano disorientate e cercavano di capire da dove provenissero i rumori. L'albina alzò le braccia ai lati come per volare, ma poi rivolse i palmi verso l'alto come per sollevare qualcosa, sempre mormorando frasi indistinte, finchè una folata di vento non attraversò il luogo. Essendo primavera, le finestre erano semi aperte per lasciar entrare un pò di aria. Il vento entrò nella casa e spense ogni candela. -Ed ora...tocco finale.- disse l'albina, ridacchiando compiaciuta. Hana iniziò a cantare con una voce molto modulata per evitare di farsi riconoscere, la sua voce uscì molto spettrale anche per via della magia che Mitsuki aveva adoperato su di lei. Cantava una canzone indistinta con parole probabilmente inventate sul momento. Le tre dovevano averla sentita, perchè si diressero alla porta sul retro per controllare cosa stesse accadendo in giardino. La maga rosa congiunse nuovamente le mani e richiamò dal nulla delle luci chiamate luminari. Grazie a questo incantesimo, piccole sfere di luce indistinte iniziarono ad aleggiare attorno al lago, il che rendeva la scena ancora più spettrale e inquietante. Quando le tre si ritrovarono davanti il fantasma inquieto sul lago e i luminari, iniziarono a gridare. Kaname cercò di mantenere la calma il più possibile ma era evidente lontano un miglio che tremava. A quel punto, Hana smise di cantare e parlò, sempre con voce strana e distorta. -Come avete osato, voi esseri infami e peccatori, tentare di portar via i beni appartenenti ai bambini come me che vivono e vivevano nell'orfanotrofio?- dichiarò, facendo tremare ancor di più le tre. -Chi...chi diavolo sei?- urlò Kaname, probabilmente l'unica in grado di ribellarsi, perchè le altre due erano pronte a fuggire via da un momento all'altro. -Io sono lo spirito di un bambino morto per malattia in quel luogo che avete osato profanare!- continuò, con voce più seria e inquietante. -E adesso vi punirò per il vostro peccato!- Saki e Rei fecero dietro front e scapparono per la paura, nonostante l'invano tentativo di Kaname per tranquillizzarle. Mitsuki si rese conto che non sarebbe caduta facilmente, per cui intervenne ancora con la sua magia, richiamando prima il vento, che spavento Kaname, poi altri luminari, lasciando che aleggiassero accanto alla ragazza terrorizzata. Kaname, notando che tutto, attorno a lei, sembrava essere favorevole allo spirito, doveva aver capito che non si trattava di uno scherzo e scappò anche lei, chiamando forte il nome del padre. Appena accertatisi che la ragazza era corsa nell'edificio principale della villa e quindi lontano dal laghetto, Hana si tolse il velo e scese dalla cassa, la quale venne presa da Tsubasa. I tre fuggirono di corsa, accertandosi di non essere visti nè seguiti da nessuno. -Si è cagata sotto!- disse Mitsuki, ridendo, una volta messo piede nel quartiere est del villaggio, al confine con la Forest of Magic. Anche Hana e Tsubasa ridevano come pazzi. Il piano era riuscito alla perfezione.

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» 05/02/2010, 23:21
Stage 34 - Obiettivi -Le ho già detto la verità! Non ero al villaggio ieri sera!- urlò l'albina, che aveva ormai perso la pazienza. -Perchè continuate ad interrogarmi?- Una donna dai lunghi e lisci capelli celesti scrutò in silenzio la ragazzina, la quale sembrava nervosa. -eppure nessuno ha varcato i cancelli, questo è assolutamente sicuro.- -Come fate ad esserne sicura? Solo uno youkai può aver fatto quello che è successo ieri!- -Ma tu come fai a sapere cosa è successo ieri?- la donna congiunse le mani dinanzi a sè, appoggiandovi il mento sopra. L'albina scostò lo sguardo, fissando il pavimento annerito della stanza. -Ne... ne ho sentito parlare. Il Bunbunmaru News, sa? Aya-san dice sempre tutto- spiegò. -Non mi sembrava che l'accaduto fosse spiegato in modo così dettagliato.- -Nemmeno io so cosa è successo sul serio!- urlò, seguendo con lo sguardo la donna che si alzava dalla sedia dov'era seduta e si avvicinava alla finestra. -Keine-sensei! Non crederete davvero che abbia fatto qualche cazzata come di solito fa Marisa-sensei?- -No, ma posso credere che tu ti sia voluta vendicare- disse la donna -dopotutto Kaname è tua nemica sin da quando eravate bambine.- si voltò verso la maghetta -...e tu le hai tirato un pugno in faccia.- L'albina aprì la bocca come per parlare ma poi strinse i denti, conscia di non sapere nemmeno lei cosa volesse dire. -Mitsuki, dì la verità. Sei stata tu a fare quel casino alla villa di Kaname, ieri sera.- si avvicinò alla ragazza, la quale si alzò di scatto, con l'espressione di chi stesse per scoppiare a piangere. -No, si sbaglia! Io sono innocente!- si voltò, cercando di calmarsi. -E...e ora, se non le dispiace, Marisa-sensei mi aspetta.- concluse, andando via con passo incerto, forse perchè spaventata che Keine la potesse fermare, ma non accadde. Uscì dall'abitazione della mezza youkai e prese il volo con la sua scopa, dirigendosi verso l'abitazione di Marisa nel mezzo della Forest of Magic, stringendo il manico con rabbia. Lei aveva fatto solo il suo dovere e questo era il ringraziamento? Smontò dalla scopa ed entrò in casa, furiosa. Non poteva sopportare un affronto come quello di essere punita pubblicamente per aver dato una lezione a quella smorfiosa di Kaname. Non mise nemmeno un piede in casa che si ritrovò travolta dallo sguardo accusatore di Marisa. La maga nera la fissò perplessa e curiosa, sicuramente conscia del perchè Keine l'aveva fatta chiamare, data la copia fresca del BunBunmaru News poggiato sul comò accanto alla porta che dava alla cucina: quando Mitsuki aveva appreso che l'accaduto era diventato di pubblico dominio, aveva lasciato il giornale sul divano. -...che hai fatto?- chiese Marisa, con un tono naturale e non arrabbiato come l'albina credeva. Ma non riusciva a sopportare quello sguardo. Si voltò e si gettò in groppa alla sua scopa, fuggendo nuovamente e lasciandosi dietro le urla preoccupate della sua sensei. Sotto il sole caldo di una primavera inoltrata, la ragazzina attraversò la foresta dirigendosi al tempio Hakurei. Planò con agilità, saltando dalla scopa a pochi centimetri di altezza tra scopa e suolo. Non notò alcun movimento all'interno del tempio e non le sembrava ci fosse nessuno. Si diresse al magazzino senza indugi, aprendo la porta con il solito incanto e raggiungendo lo specchio che prese tra le mani e strinse, mentre si sedeva a terra con la schiena al muro. -Stai piangendo?- chiese la solita voce fredda e adulta, dallo specchio. -Mh..- mugolò la ragazzina, asciugandosi le lacrime che erano da poco iniziate a scorrere sul suo viso. -Guarda che ti vedo.- Mitsu fissò la donna nello specchio, mordendosi le labbra.- -Che ti succede?- -Se scoprono che ho fatto un casino perderò quel briciolo di reputazione che ho!- La donna inarcò un sopracciglio. -Conta così tanto per te?- -...io voglio essere conosciuta, voglio essere amata, voglio essere stimata! Adesso sono poco più che un fallimento e se la voce si sparge, sarò ridicolizzata nuovamente!- spiegò, nuovamente in lacrime. -Hai fatto qualcosa per cui potrebbero accusarti...ma perchè l'hai fatto?- -Perchè Kaname meritava una punizione! Quella è una bastarda, tu non la conosci!- -Non ne sei pentita?- -Per nulla!- portò lo specchio al suo petto. -Non voglio che...che Marisa-sensei sia nuovamente delusa da me.- -E' solo per questo?- -No, lo voglio anche per me.- guardò distrattamente il pavimento. -Io...non sono mai servita a nulla, sono solo un'ombra...- -Vuoi uscire da quell'ombra? Vuoi diventare qualcuno?- -Si.- tornò a fissare lo specchio, il volto di Kagami era, come al solito, impassibile. -tu sai cosa posso fare?- -Dimentica questa situazione e fà qualcosa per te.- rispose senza esitare. -Qualcosa...del tipo?- -Perchè non ti alleni e vedi di riuscire in ciò che vuoi?- l'albina la fissò stralunata. -Parli della magia...? Oppure di una danmaku battle?- -Questo, cara, devi deciderlo tu.- Mitsu si alzò, un po' traballante per via dell'insicurezza, posò lo specchio e osservò Kagami svanire dallo specchio. -Buona fortuna.- Chiuse la porta del magazzino dietro di sé, ancora perplessa. Cosa avrebbe dovuto fare? La magia era qualcosa di davvero importante per lei, ma con i danmaku era una frana. Salì in groppa alla scopa, librandosi in volo senza una meta definita. Si limitò ad andare verso nord, qualsiasi cosa ci fosse. Avrebbe trovato una barriera che l'avrebbe fermata? Sarebbe dovuta quindi tornare indietro. Ma era davvero quello che contava? In questo momento, doveva trovare risposta al consiglio di Kagami: doveva capire come fortificarsi. L'allenamento era la base dell'esperienza magica, mentale, fisica. Senza allenamento non sarebbe stata nemmeno in grado di cantare bene come ha dimostrato la notte del Reitaisai. Nella sua mente, le passò un vago ricordo di quando sua madre, da piccola, le insegnava a cantare e le spiegava la tecnica nell'uso della voce e della respirazione. Sua madre, a suo tempo, era stata una bravissima cantante, ma aveva deciso di smettere. Le circostanze che riguardano il suo abbandono della musica, sono sconosciute persino a lei. Ma non era il canto il problema. In questo momento doveva trovare qualcosa a cui aggrapparsi che avrebbe fatto nascere la sua notorietà, che l'avrebbe resa famosa a Gensokyo: famosa come Reimu, famosa come Marisa, anche come quella vampira arrogante di Remilia. Cos'è che rendeva famose Reimu e Marisa? Il fatto che fossero Youkai Hunters? Reimu però era anche la sacerdotessa Hakurei, Marisa si era unita a lei solo poco dopo. Cos'è che invece rendeva famosa Remilia? Il fatto di aver fatto un casino a Gensokyo? Le era stato raccontato che Remilia innalzò una nebbia rossa per nascondere il sole. Il fatto che uno o più youkai diventassero famosi per aver provocato incidenti era all'ordine del giorno. Era questo che doveva fare? Si fermò, planò con la scopa e scese al suolo nel bel mezzo di un campo di girasoli. Quello era il luogo dove abitava la youkai dei fiori, che un tempo si era alleata anche con Reimu e Marisa per combattere nel Makai. Passeggiò tra gli splendidi fiori rimuginando e con mille idee nella testa. Sarebbe dovuta diventare bravissima in una spellcard battle, ma per farlo, doveva creare delle spellcard decenti. Infilò le mani in una tasca e ne estrasse la spellcard che le aveva donato suo padre. Era l'unica che aveva e che le consentiva la partecipazione ad una danmaku battle: senza, non le era possibile combattere. Ma le lezioni per imparare a fare una spellcard con Reisen e Shizuka si erano rivelate dei fallimenti. -...sono un tale disastro, non ci riuscirò mai.- si disse, proseguendo senza meta tra i fiori. -Non ho la minima idea di cosa far- Inciampò in qualcosa e si ritrovò ben presto al suolo. Si rialzò lentamente sulle ginocchia. -Ehi, perchè non guardi dove vai?- chiese una voce alle sue spalle. L'albina si voltò con la mano sul viso, incuriosita da cosa, o meglio chi, aveva calpestato. Davanti a lei vi era una ragazza dai capelli verdi a caschetto, che indossava un vestito in tartan, rosso come i suoi profondi occhi. -...t-tu...- -Kazami Yuuka, youkai dei fiori.- sorrise, un sorriso che a Mitsuki non piacque per nulla.

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» 18/02/2010, 13:39
Stage 35 - Master Spark -Mi sei venuta addosso per sbaglio o vuoi giocare con me?- chiese con un tono poco piacevole. L'albina si morse le labbra. -Ara...il gatto ti ha mangiato la lingua?- fissò la ragazza con curiosità -Mh...dov'è che ti ho gia vista?- -i-io...- -Oh, si, ricordo. Sei l'allieva di quella maga da quattro soldi.-. -...maga da quattro soldi? Ma non è forse vero che eri alleata con lei e Reimu nel Makai?- -Oh, sicuramente. Fu quando abbiamo fatto un bel disastro nella capitale...quanto mi dispiace per la povera Signora del Makai che ha fatto una brutta fine...- ridacchiò, con un tono molto ironico. Mitsu la fissò sconcertata, rialzandosi. -La signora del Makai? Chi sarebbe costei?- -Parlo ovviamente di Shinki. E' inoltre...anzi, ERA inoltre la madre adottiva di quella burattinaia.- spiegò, fissandola. Mitsuki rimase sbalordita dal racconto della youkai. -Alice-sama? La madre adottiva di Alice-sama?- non voleva pronunciare quel nome, un fuoco le bruciava all'interno del corpo, un odio profondo. -Non capisco, cosa è successo?- Yuuka rise nuovamente. -Ara ara, credi che la sacerdotessa e la tua sensei abbiano la coscenza pulita?- l'albina si morse nuovamente le labbra -Che ingenua!- -Si, ho compreso.- disse all'improvviso la ragazzina -Fu prima che Reimu inserì la regola delle Spellcard in una Danmaku Battle!- spiegò. Yuuka rimase in silenzio ad ascoltare. -E' ovvio che qualsiasi tragedia fosse successa, nè Reimu nè la sensei avrebbero voluto questo altrimenti Reimu non avrebbe cambiato le regole in modo che fosse quasi del tutto impossibile morire.- -Stai forse cercando di convincerti sulla loro innocenza?- domandò la youkai dei fiori, con tono sprezzante. -Sto solo cercando di dire che se Reimu ha implementato questa regola subito dopo, vuol dire che si sente in colpa!- una forte risata della youkai interruppe la ragazza e la preoccupò. -La sacerdotessa Hakurei in colpa? Stiamo parlando della stessa persona?- -Si, io credo che...- -Senti, sei solo una mocciosa umana, che vuoi saperne tu?- chiese la youkai, indicandola -torna nel tuo mondo di favole, ragazzina!- Sfoderò il suo ombrello rosato e lo puntò verso la ragazzina. -Ehi, aspetta!- l'albina indietreggiò, stringendo tra le mani la spellcard che le aveva regalato suo padre, mai usata prima d'ora. -Basta cianciare, vediamo se riuscirai a farmi cambiare idea affrontandomi.- levitò, alzandosi in volo poco sopra di lei. Mitsuki non poteva tirarsi indietro nonostante la paura, per cui afferrò il manico della sua scopa e vi si sedette sopra, fronteggiando la youkai. Yuuka diede il via alle danze lanciando contro l'albina dei danmaku a forma di girasoli, non molto difficili da schivare se si era abbastanza concentrati. L'albina mirò la youkai con le sue carte francesi, colpendola a malapena una decina di volte su cento. La youkai schivava con agilità e si spostava velocemente, non v'era dubbio che fosse una youkai potente ed esperta. Decise di cambiare tattica e iniziò a zigzagare tra i danmaku lanciati dalla youkai lanciando i suoi danmaku quando le si apriva uno spiraglio, ma anche così riusciva a colpirla solo in poche occasioni. -Che fai?- chiese Yuuka, perplessa -Perchè ti fermi? Se vuoi avere una chance di vittoria, dovresti continuare a sparare con la speranza di colpirmi.- spiegò, seccata dall'inesperienza della ragazzina. Mitsu decise di seguire il consiglio senza pensarci due volte, anche perchè era impossibile fermarsi a pensare in una situazione del genere, per cui sparò a raffica, contro il nulla, ma se si spostava e uno spiraglio la collegava al nemico, riusciva a colpirla. -Phantasm "The Beauty of Nature"- dichiarò la youkai, attivando la sua spellcard. Raggi di danmaku colorati di giallo lucente vennero lanciati in massa verso l'albina, che per poco beccava in pieno l'ultimo pezzo della colonna non avendo previsto che si muovessero in obliquo e non in verticale, come aveva dapprima pensato. Un esplosione di danmaku colorati vorticò attorno al centro e si aprì, dirigendosi verso la maghetta che dovette fare ulteriore attenzione a schivarne il più possibile, mentre alcuni dei danmaku l'avevano già ferita alla gamba e al braccio senza che lei se ne fosse resa minimamente conto. La spellcard continuò il suo corso, esplodendo di nuovo in mille e più danmaku colorati che stavolta si scambiavano di posto. Tra le cose che più odiava c'erano anche i danmaku che si muovevano a zig zag tra di loro. L'albina era inesperta e non era mai in grado di capire quando doveva gettarsi tra due danmaku prima che si avvicinavano tra di loro e a lei. Si ritrovò con più graffi e ferite del previsto quando la spellcard finì e si ritornò alla routine iniziale. Si ritrovò in un momento di calma, dove i danmaku erano tornati ad essere fiori sparsi e dove l'albina riprese la tattica poco prima usata, schivando i fiori e cercando di colpire la youkai negli spiragli che le collegavano visivamente. Ma la youkai era più esperta e dichiarò la sua seconda spellcard senza pensarci su. -Flower Sign "The Reflowering of Gensokyo"- Semi verdastri di danmaku che si erano uniti nel formare la sagoma di un girasole, esplosero come i danmaku di poco prima e si gettarono come assassini contro la povera malcapitata, che dovete tenersi salda sul manico della scopa e virare in ogni direzione possibile per scampare a quell'attentato. Era fin troppo stanca, la visibilità calava a vista d'occhio perchè ormai il sole era basso all'orizzonte e l'albina tremava per paura di morire in quell'incontro. La spellcard si concluse, per la felicità della ragazza, mentre la youkai tornò a spararle fiori che sembrava si moltiplicassero e si raggruppavano tra di loro. -Allora? Sto giocando solo io?- chiese ad un tratto la youkai -Usa le tue spellcard! Datti da fare!- le urlò, con tono annoiato. Mitsuki strinse al petto la spellcard di suo padre, il nome lo conosceva ma non era mai stata costretta ad usarla. Decise di farlo in quel momento, sperando vivamente che funzionasse. Alzò la spellcard e la dichiarò. Ma nulla accadde. -...cosa?- si stupì l'albina, chiedendosi se il problema fosse che non l'aveva mai usata prima d'ora. Yuuka parve notare il disagio della ragazza, perchè i danmaku diminuirono di intensità, lasciando all'albina più possibilità di schivare. -Non mi dire che...- la ragazzina si distrasse nel capire le parole della youkai, la quale le puntò contro l'ombrello. -Master Spark!- -Che cosa?!- Un'onda di energia di media potenza trascinò l'albina giu dalla sua scopa e la scaraventò a terra, trascinandosi con se anche alcuni dei fiori del campo. Tremante, la ragazzina si riuscì a drizzare, mettendosi seduta. -Ma...master spark?...com'è possibile? E' la spellcard della sensei...- La youkai atterò di fronte alla ragazzina, chinandosi per osservarla da vicino. -La tua cara maestra non ti ha detto che mi ha rubato il Master Spark? O meglio, copiato.- spiegò la youkai. Mitsuki rimase ferma per un istante a riflettere sulle parole della youkai. Che diavolo significava "rubato"? Il Master Spark era la spellcard di Marisa! -Non capisco...quella è una delle più potenti spellcard della sensei!- disse l'albina. -Già, e l'ha copiato dal mio.- disse, rialzandosi. Il cielo cambiava colore velocemente e adesso si era completamente scurito del tutto. Nel mezzo nella macchia nera, risaltava una luna crescente. -Dunque...non hai mai usato quella spellcard?- le chiese, fissando quella che aveva tra le mani. -No...me l'ha data mio padre...- -Non hai altre spellcard?- -No.- -Uff, ho solo sprecato il mio tempo con te.- disse la youkai, sbadigliando. -Oh beh. Buona notte, mocciosa.- disse, svanendo tra i fiori. L'albina fissò il punto in cui era scomparsa per qualche secondo, prima di rialzarsi, ritrovare la scopa caduta poco distante e decidere di tornare a casa. La cosa strana fu che non era stupita dal fatto che Marisa avesse copiato la spellcard di Yuuka, per quanto portasse ammirazione per il Master Spark. La cosa strana era che le interessava più il fatto che Marisa aveva preso un'idea e l'aveva trasformata in spellcard. E se potesse farlo anche lei? Aprì la porta di casa che era ormai sera, Marisa le si avvicinò di corsa non appena la vide varcare la soglia. Cercò di farsi spiegare cosa avesse, fu tutto ciò che intuì dalle sue vaghe parole, ma l'albina si limitò a scuotere il capo e ad avanzare verso la sua cameretta e a rintanarsi. Restò pensierosa e mezza assonnata, stesa sul letto, per qualche oretta. I suoi pensieri fissi sul combattimento contro Yuuka e sul Master Spark. Quel Master Spark era sempre stato oggetto di profonda ammirazione da parte dell'albina. Ad un tratto non pensò più, ma agì. Si alzò dal letto nel silenzio della notte e varcò la camera della maestra. Sul comodino accanto al letto, c'era l'hakkero e le spellcard di Marisa. Non pensò, agì soltanto. Prese le spellcard e scappò.

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» 18/02/2010, 14:58
Stage 36 - La Maestra e l'Allieva Uscì nel cuore della notte, dirigendosi non si sa dove, nel bel mezzo della Forest of Magic. Arrivò in un punto indefinito, stringendo al petto le spellcard tanto amate e bramate: le spellcard della sua maestra. -Io...voglio essere come lei....- disse, sedendosi su una roccia fredda. -Io voglio essere amata...voglio essere potente come lei...- Fissò le spellcard, sentendosi avvampare dall'eccitazione per il solo motivo di averle tra le mani. Eppure sapeva che quelle spellcard così bramate non erano ciò che l'avrebbe resa felice. Non erano quelle carte che voleva, ma per ora non poté fare a meno di accontentarsi e di coccolarsele imbarazzata. Quelle erano le spellcard con le quali Marisa aveva combattuto molti youkai, li aveva vinti, era diventata importante, era amata da tutti o quasi tutti, chi la odiava la riteneva comunque una nemica all'altezza. Mitsuki non era così, Mitsuki era una bambina inutile, una mocciosa da dimenticare, chiaro esempio era stato il comportamento freddo e annoiato di Yuuka o le parole che le disse Alice-sama quando le si dichiarò. Fissò il Master Spark con una voglia ardente di farlo, per cui si alzò e lo puntò contro un albero. -Love Sign "Master Spark"!- urlò, con massima concentrazione e voglia di abbattere quell'albero. Eppure nessun lampo e nessuna onda di energia distrussero l'albero, anzi, non accadde proprio nulla. Fissò la spellcard chiedendosi se si trattasse dello stesso problema che aveva avuto con la spellcard di suo padre poco prima: non sapeva come andavano usate. Eppure, differentemente dalla spellcard di suo padre, lei aveva visto Marisa usare il Master Spark così tante volte che ormai sapeva a memoria come usarla. Ma allora per quale motivo non ci riusciva? Perchè il Master Spark non liberava la sua energia e distruggeva quell'albero? Era ovvio, Mitsuki non aveva idea di cosa significava attivare una spellcard. -...ma allora cosa dovrei fare? Cosa richiede attivare una spellcard?- -E' ovvio, bakatsuki.- disse una voce dietro di lei. Si voltò, Marisa era vestita alla meglio e alquanto spettinata, sicuramente era uscita di corsa non appena accortasi dell'accaduto. -Le spellcard devono essere usate per uno scopo. Se non ne sei convinta e non sei in grado di usarle, non ci riuscirai ze.- -Ma io ho tentato di usare quella di mio padre contro Yuuka!- spiegò l'albina. -Oh, era con lei che hai combattuto da ze?- chiese, fissando i graffi sul viso della ragazza. -Hai mai visto usare la spellcard di tuo padre?- -...no..mai.- -Hai pensato a come dovesse funzionare?- -...no.- -E scusami, come pretendi che faccia ad attivarsi se non hai la minima idea di cosa deve fare la spellcard?- L'albina strinse le spellcard di Marisa al petto, tremando. -Ma...il Master Spark...- Marisa le si avvicinò e le prese le spellcard dalle sue mani, con molta dolcezza. -Non avevi uno scopo.- spiegò, fissandola negli occhi. Mitsuki arrossì visibilmente. -Non dovevi rubarle, Mitsuki. Sai che mi sono preoccupata, ze? Ho temuto che volessi affrontare qualcuno con il solo pensiero di avere le mie spellcard che ti avrebbero aiutato e questo non è possibile se non ne sei convinta- spiegò, infilandosi le spellcard nel taschino del grembiule -E tu non sei ancora arrivata ad essere convinta di usare qualcosa che hai rubato...- aggiunse, prendendole il naso tra pollice e indice per scherzare. -..sei troppo pura da ze.- Mitsuki rimase stupita mentre Marisa ridacchiò. -Nee, ti va di fare una passeggiata con me, domattina?- chiese la maga bicromatica, fissando la sua allieva con curiosità di sapere la risposta. -...si...lo vorrei tanto...- rispose l'albina, arrossendo. Il mattino successivo, le due maghe passeggiavano assieme chiacchierando, dirette al villaggio umano. -Per fare una buona spellcard devi conoscere prima te stessa- spiegò la maga. -Per quale motivo?- -Perchè una spellcard si basa sul tuo cuore, sulle tue preferenze, sul tuo carattere da ze. Solo quando conosci perfettamente il tuo io allora potrai creare una spellcard.- Il sole era alto sopra le cime degli alberi e sembrava indicare alle due la strada verso il villaggio. -Quindi non posso copiare una spell da qualcuno?- Marisa fissò curiosa l'albina. -Avevi intenzione di copiare una spellcard?- rise -Puoi farlo, ma devi renderla tua. Io ho preso in prestito il Master Spark solo perchè lo sentivo mio.- Mitsuki ridacchiò, sapeva il significato del "rendere proprio" una cosa rubata, la sua maestra ci riusciva abbastanza bene. -Quindi la sensei ha reso propria la spellcard di Yuuka?- -Si ma...- Mitsuki si voltò verso Marisa, curiosa. -Ma?- -...ma ti avevo detto di non chiamarmi più sensei, ze.- fissò l'albina con sguardo duro, come per rimproverarla. La ragazzina si morse le labbra e si inchinò lievemente. -Mi dispiace, farò più attenzione...- disse, realmente imbarazzata per l'errore. Marisa la tirò per i capelli, Mitsuki si lasciò scappare un "ahi". -Ohi, Bakatsuki! Cos'è questo modo cortese di comportarti con me da ze?- chiese, lasciandole i capelli. Mitsu la fissò stupita -Sono forse la principessa di Gensokyo? Devi essere naturale, N-A-T-U-R-A-L-E!- Sembrava davvero offesa per quel comportamento, per cui l'albina si ammutolì. -...davvero mi spiace ma...per me sei davvero la principessa di ...- si zittì. Marisa parve arrossire anche se non aveva mutato lo sguardo e Mitsuki guardò altrove. -...oh...il villaggio..- disse. Entrarono nel villaggio e passeggiarono tra le stradine affollate del luogo. Un gruppetto di bambini giocavano divertendosi e ridacchiando tra di loro poco distante da lì. Sembravano aver notato le due e si avvicinarono a Marisa, eccitati e saltellando di gioia. Mitsuki osservò la scena e notò che Marisa si mise al centro di quel gruppetto per raccontare delle avventure che forse non aveva mai nemmeno vissuto. Si rese conto in quel momento di quanto fosse vero che Marisa era amata da tutti. Lei era solita a passare dal villaggio, anche se una volta all'anno, per raccontare le sue storielle ai bambini. Si ricordò di quando era più piccola e Hana le raccontava della maghetta che passava ogni tanto, amata e ammirata da tutti per le sue capacità e per le sue mirabolanti storie nonostante avesse più o meno la loro età. Si sedette, osservando Marisa mentre gesticolava, immedesimandosi nella storia che raccontava ai ragazzini che ascoltavano ammaliati, alcuni imitandola. Le ragazzine ridevano tra di loro, farfugliando sul voler diventare belle e forti come Marisa, mentre i maschi sognavano avventure fantastiche fuori dal villaggio. Pendevano tutti dalle sue labbra. Ad un certo punto, una ragazza si avvicinò al gruppetto. Mitsuki notò la presenza dietro di lei, si voltò di scatto e vide Kaname, accompagnata da una delle sue amiche, che fissava la scena con disprezzo. -...quella sarebbe la tua maestra?- chiese a bassa voce all'albina, fissandola con odio, sguardo che fu ampiamente ricambiato dall'albina. -Si, quella è la mia fantastica maestra.- rispose ad alta voce. I bambini si voltarono e Marisa smise di raccontare la storia, fissando anche lei le due. -Ma andiamo!- esclamò la figlia del sindaco, colma d'odio. -Non crederete alle sue favolette? Non è vero che ha fatto tutte quelle cose!- spiegò ai bambini, che si fissarono tra loro con sguardi interrogativi. -Ehi, è tutto vero da ze!- ribadì Marisa. -No, non lo è. Sono solo stupide favole che ti inventi prima e poi racconti illudendo questi poveri bambini!- disse, avvicinandosi alla maga, la quale la fissò offesa. -In realtà sai fare qualche trucchetto magico, è vero, ma non vali nulla, tenti solo di prendere il posto della sacerdotessa-sama perchè non sai far altro che rubare e prenderti meriti non tuoi!- disse, indicandola. Marisa fece per parlare ma Mitsuki le si parò davanti, fissando negli occhi Kaname e senza esitare nemmeno un istante. -TU, INSIGNIFICANTE CREATURA INUTILE A QUESTO MONDO.- urlò, scandendo bene ogni sillaba. -Sei solo una schifosa vermiciattola blasfema e piena di rancore e odio.- continuò. Kaname la fissò con una rabbia bruciante e fece per sbottarle contro ma Mitsuki la afferrò per il colletto. -OSA ancora prendere in giro Marisa e giuro che ti ritroverai tra le fiamme brucianti dell'inferno e non sarà il giudizio di Reimu o della Giudice-sama a fermare ciò che adesso, qui, davanti a tutti, voglio farti.- Marisa la afferrò per le spalle, costringendola a staccarsi dalla ragazza, che cadde all'indietro e tentò di riprendere fiato, perchè l'albina la stava quasi strozzando. -Mitsu, basta! Non fare cazzate.- le disse, con sguardo severo. La prese per il braccio e tentò di trascinarla via, mentre lo sguardo di Mitsuki restava fisso su Kaname che la fissò con altrettanta intensità. -Ti ho avvisato, bastarda!- le disse Mitsu -Non mi fermerò davanti a nulla se oserai nuovamente prenderti gioco di Marisa, chiaro?- Le sue parole furono forse sparse al vento, perchè Marisa l'aveva già trascinata lontano dal luogo dell'accaduto e ora si trovavano in un vicoletto adiacente. -Mitsuki...che diavolo ti salta in mente?- chiese la maga nera. -Non permetterò a nessuno ti prendere in giro la mia adorata maestra.- spiegò l'albina, con sguardo sicuro. Marisa la fissò negli occhi, restando in silenzio. -Perchè?- si limitò a chiedere. -Perchè tu sei tutto per me, senza di te non sarei nulla.- rispose l'albina. Marisa si voltò, visibilmente assorta nei suoi pensieri. Mitsuki restò in silenzio ed entrambe tornarono a casa, senza aggiungere altro. Nonostante il silenzio, Mitsuki poteva giurare di aver visto Marisa fissarla con attenzione più di una volta. Forse era arrabbiata?

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» 03/03/2010, 15:29
Stage 37 - Il Patto Era orribile sostenere il peso di ciò che lei stessa aveva causato. Vivere giorno dopo giorno, avendo fisso su di lei lo sguardo probabilmente arrabbiato della sua maestra che voleva solo difendere. Aveva sbagliato a scaldarsi in quel modo, giorni prima. Aveva mostrato un lato del suo carattere che avrebbe preferito tener nascosto e cosa ne aveva ricavato? La furia di Marisa. Probabilmente la sua ira era dovuta al fatto che Mitsuki l'avesse difesa davanti a tutti. Forse odiava essere difesa, lei era abbastanza forte da farlo da sola. Doveva passare più tempo fuori casa per evitare lo sguardo della maestra. Non avevano parlato poi molto da allora, però, l'albina, si sentiva stranamente perseguitata. Ogni volta che si trovava in una stanza con la sua maestra, scopriva di essere fissata. Non parlava, non accennava a sorrisi o a sguardi di odio ma si limitava a fissarla. La cosa, in sè per sè, era irritante. Cosa pensava? Perchè la fissava con tanta attenzione? Perchè, da una settimana a quella parte, continuava imperterrita nel suo modo di fare senza esprimere i suoi pensieri? Era raro che Marisa non le dicesse in faccia cosa pensava, per cui Mitsu iniziò a credere che forse il periodo del suo apprendistato si sarebbe concluso a breve. Marisa non avrebbe continuato ad istruirla, anche solo per il fatto che aveva quasi perso il controllo di sé al villaggio. E se fosse capitato di nuovo e avesse involontariamente usato la magia per colpire Kaname? Sapeva benissimo del pericolo che correva, la magia deriva anche dagli impulsi e dallo stato d'animo. Se avesse ucciso Kaname nessuno glielo avrebbe mai perdonato. Fissò il bicchiere semi vuoto di té, con lo sguardo un pò vacuo. Più che mai, adesso, la sua vita e il suo futuro erano in crisi. Non poteva nè voleva tornare a casa, a breve anche Marisa l'avrebbe cacciata e non avrebbe avuto altro posto dove andare. La sua vita stava cadendo a pezzi piano piano e lei non poteva fermare lo scorrere degli eventi. Tutto dovuto alla sua stupidità. -Mitsuki-chan, vuoi altro té?- le chiese una voce maschile accanto. L'albina tornò dal mondo dei sogni e alzò il capo, osservando il giovane umano dai capelli color amaranto, leggermente mossi e legati in una piccola codina dietro il capo. -mh...un altro pò...ok, si, grazie Jun.- rispose la ragazza, osservando il giovane mentre le versava dell'altro té nella tazza. -Sei piuttosto pensierosa...lo sei da un pò...- rispose il ragazzo, giocherellando con i capelli albini della ragazzina. In effetti, all'inizio, si era comportata nel modo più naturale possibile, cercando di non esternare i suoi problemi. Purtroppo, ormai, non riusciva più a tener freno ai suoi pensieri, trascinandoseli ovunque andasse. -si...mi dispiace..- disse con un filo di voce. Jun si avvicinò di più all'albina e la strinse a sè, costringendola a voltarsi per guardarlo negli occhi. -...forse non stai bene con me?- chiese, accarezzandole la guancia. -...no...non è questo...- rispose l'albina, arrossendo. Jun era un ragazzo davvero simpatico e tranquillo, caratterialmente poteva sembrare il corrispettivo maschile di Hana, per questo si trovava bene con lui. Si erano fidanzati quattro giorni prima, dopo che si erano conosciuti per caso al villaggio sei giorni fa. Il ragazzo assunse un'espressione dolce e compassionevole, sicuramente aveva intuito che Mitsu era preoccupata e stava soffrendo per qualcosa. Si sentì tremendamente in colpa. Il pensiero di stare usando quel giovane per dimenticare i suoi problemi l'aveva assalita spesso, ultimamente. Tuttavia cercò di scacciarlo e di dimenticare, dopotutto si trovava bene con lui e negli ultimi giorni si era anche divertita, dopo tanto tempo. Jun avvicinò il viso a quello dell'albina e con dolcezza le leccò le labbra. Mitsu era abbastanza imbarazzata, ma imitò il suo gesto finchè non unirono entrambe le labbra in un tenero bacio. Si staccarono, gli occhi di Jun fissi su Mitsu. -...c'è qualcun altro?- chiese lui, senza smettere di fissarla. -ma...no...certo che no...- rispose la ragazza, titubante. Il giovane la portò a se e le accarezzò il capo. -cos'è che ti turba? Non puoi mentirmi, lo si legge dai tuoi occhi.- spiegò. Mitsuki si strinse a lui. -La...la mia maestra è arrabbiata...non mi parla da un pò...sarebbe tremendo se mi cacciasse...- -Ci tieni così tanto a diventare una magician provetta?- chiese lui. -Non è questo! Non voglio perderla!- alzò la voce, mentre il suo corpo tremava. Capì che la sua risposta era fraintendibile, per cui si staccò dalle braccia del ragazzo e lo fissò negli occhi. -Lei mi ha insegnato tutto ciò che so, se adesso mi manda via io che faccio? Non sono ancora così brava da cavarmela da sola!-. Suonava tanto come una scusa, eppure era la verità. Ma il ragazzo scosse il capo. -Sicura che è solo per questo?- l'albina lo fissò stupita. -Sicura che non è per altro? Non mentire a te stessa.- concluse. Mitsuki si voltò, tornando a fissare il bicchiere colmo di té appena versato. Un lampo di luce illuminò la stanza, seguito da un rombo nel cielo fuori la casa. Seguirono altri secondi di silenzio, prima che la ragazza parlò. -Io voglio bene alla mia maestra perchè mi ha dato molto.- -Continui a mentire.- disse Jun, accarezzando la testolina della ragazza, che si voltò verso di lui. -Stai mentendo perchè vuoi autoconvincerti che sia così.-. L'albina lo fissò perplessa, mentre il silenzio seguente fu rotto dal rumore della pioggia che batteva sulla finestra. -...sembra proprio che non è nel nostro destino stare insieme...- aggiunse, portando via la mano dal capo della ragazzina e fissando la finestra bagnata dalle goccie di pioggia. -Peccato, mi sono trovato bene con te.- -No, Jun! Ti prego, non dire così!- disse l'albina, tirandogli un braccio. -Dammi una possibilità, vedrai che...- -Vedrai cosa? Il tuo cuore non sarà mai mio, perchè è già di un'altra persona.- disse lui, accennando un sorriso. Mitsuki si rattristì. -Vai, vola al tuo nido.- concluse il giovane, dandole un bacio sulla fronte. -E' stato bello stare con te.- le bisbigliò. La pioggia scendeva giu a fiotti, bagnando ogni albero e terreno. L'albina non si preoccupò nemmeno di coprirsi, ormai era gia completamente bagnata fradicia e si era accucciata sotto un albero sul sentiero, a due passi dalla casa di Marisa. Non voleva tornare, si sentiva triste, abbattuta, sola. Aveva appena perso un ragazzo gentile come Jun che probabilmente avrebbe costruito un bel futuro con lei al villaggio. Come al solito tutti si allontanavano e la lasciavano, forse non era nemmeno degna di essere amata. La pioggia non accennava a smettere ma si univa alle sue lacrime, sul suo viso triste e arrossato. Scoppiò a piangere rumorosamente. Continuò a sfogarsi, urlando e singhiozzando, anche dopo che si era accorta della presenza di Marisa di fronte a lei. Doveva essere uscita e, tornando, doveva averla sentita. Si avvicinò all'albina e si inginocchiò, portandola a sé e abbracciandola. Mitsuki si tuffò tra le sue braccia e si calmò un pò, continuando però a singhiozzare. -...non permetterò a nessuno di farti del male.- disse la maga, stringendola. -..se qualcuno ci prova, lo prendo a pugni zé.- In quel momento ricordò le parole di Jun e di quanto avesse deluso quel povero ragazzo giocando con i suoi sentimenti. Probabilmente non era degna di amore. Si staccò da Marisa e si alzò di scatto. -Mi dispiace....mi dispiace...- disse, con il viso bagnato di pioggia e lacrime. Marisa la fissò triste. L'albina si voltò. Era scappata di nuovo. Si gettò dentro il deposito dietro al tempio Hakurei, ormai quel luogo era il suo rifugio segreto. Prese lo specchio e si sedette a terra contro il muro, chiamando Kagami. Il viso della youkai apparve nello specchio e la ragazza si tranquillizzò. -Perchè piangi?- -Non capisco più nulla di me! Io...io...io credo di amare Marisa!- Kagami sorrise. -Era ovvio, piccola maga. Sono contenta che tu l'abbia capito.- -Ma io faccio soffrire la gente! Non ho il diritto di essere amata e Marisa non mi potrebbe mai amare!- spiegò l'albina. -Non giungere a conclusioni affrettate, percorri la strada fino alla fine.- disse Kagami. -Io... io ho fatto soffrire anche Alice...dovrà essersi sentita disgustata dal mio amore per lei.- -Questo perchè sarà una youkai di quelle che detestano gli umani. Non posso dirlo, non la conosco e non l'ho mai specchiata.- -E' così. Ma io adesso non la amo più, o forse non era nemmeno vero amore... l'ho dimenticata, ho bruciato i suoi vestiti e ho anche fatto bene, perchè ho avuto la bacchetta.- -Che bacchetta?- chiese curiosa la youkai. -Ah, non te ne ho parlato. Marisa dice che potrebbe essere un oggetto magico potente.- raccontò, asciugandosi le lacrime. Almeno per adesso aveva qualcos'altro di cui parlare senza dover pensare a ciò che era appena accaduto. -Si chiama Prismaeon.- -Curioso, non conosco nulla di simile.- L'albina si alzò, pose lo specchio su un mobile dinanzi a sé e strinse il Melodic Prism posto al centro del fiocco. -Guarda, ti faccio vedere!- disse, visibilmente più sollevata di prima. Chiuse gli occhi e si concentrò, richiamando a sé la sua energia. Allungò una mano e alcune flebili luci si unirono lentamente come spiriti sul suo palmo, formando una sagoma lunga e stretta che prese pian piano forma, fino a diventare la bacchetta con le gemme poste alle due estremità. -E' molto carina.- disse la youkai, osservandola. Mitsuki sorrise, puntandolo verso di lei. -E' strano, diverso da quelli che Marisa conosce...- spiegò. Il Prismaeon iniziò a brillare. -uh?- -Cosa fai?- le chiese la youkai. -Io...non so...- Dentro l'asta trasparente che lega le due gemme ai lati della bacchetta, si formò un piccolo vortice di bianco lucente, il quale avanzò a spirale da un'estremità all'altra. -Non capisco, non aveva mai fatto così!- spiegò, mentre il vortice divenne sempre più veloce, fino ad illuminare tutta la bacchetta ed anche l'intera stanza. L'albina urlò, mentre la luce del Prismaeon si diresse nello specchio, il quale si illuminò anch'esso. Pochi secondi e tutto torno normale, la luce svanì e la bacchetta si dissolse dalle mani dell'albina. Mitsu aprì gli occhi, stropicciandoseli e guardandosi intorno per capire cosa fosse successo. Posò lo sguardo sullo specchio e notò che Kagami non c'era. Lo prese tra le mani, terrorizzata. -Kagami-san! Kagami-san!- urlò allo specchio. L'immagine della youkai degli specchi tornò a formarsi nello specchio. -Kagami-san! Che spavento, ho temuto fosse successo qualcosa!- disse l'albina, stringendo lo specchio. -Mitsuki...io non sono più in questo specchio.- spiegò la youkai. La maga fissò la youkai sbalordita. -Ti...ti ho liberata? Ho sciolto il sigillo?- chiese, felice. -No, non hai sciolto il sigillo perchè il mio corpo è ancora lì dentro, ma il mio spirito è stato liberato e separato dal mio corpo.- spiegò la youkai. -Se...separato?- -Non posso e non riesco a tornarvici...mi sto specchiando solo perchè lo stai facendo tu.- -Perchè lo sto facendo io?- -Si, Mitsu. Il mio spirito non può muoversi senza un corpo, io adesso sono dentro di te.- L'albina fissò lo specchio stupita. -Tu...sei dentro di me?- chiese, portandosi una mano al petto. -Vorrei...approfittare di questa situazione per chiederti una cosa, Mitsuki.-. L'albina inarcò un sopracciglio. -Si....dimmi, tutto quello che vuoi! Per quante volte mi sei stata ad ascoltare io voglio aiutarti!- -Io sono solo uno specchio che riflette le altre persone, non conosco i sentimenti. Tu sei una persona curiosa, sei una persona che sa essere felice e sa anche essere triste.- spiegò la youkai, fissando l'albina. -Voglio restare dentro di te e voglio che mi mostri il tuo mondo e le tue emozioni, i tuoi amici, i tuoi amori e i tuoi sentimenti. Voglio provarli anche io.- Mitsuki accennò un sorriso, portando nuovamente lo specchio al petto e stringendolo. -Accetto.-

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» 15/03/2010, 19:43
Stage 38 - La voce nel sogno Era da poche ore iniziata la convivenza tra la youkai degli specchi, Kagami e la maga rosa, Mitsuki. L'albina aveva di buon cuore accettato l'idea di condividere il suo corpo con quello della youkai, acconsentendo a mostrarle il mondo attraverso i suoi occhi e i suoi sentimenti. Per fortuna nessuno aveva capito cosa era successo: lo specchio era ancora lì, intatto, per cui Reimu non avrebbe potuto sospettare minimamente che la youkai fosse scappata altrove. Inoltre il corpo di Kagami era ancora chiuso nello specchio, solo la sua anima si era separata da lei. E aveva trovato posto in Mitsuki, che aveva deciso di conservare questo segreto timidamente. L'albina era ritornata a casa, preoccupata e un pò confusa dalla nuova situazione che si era appena formata, dimenticando di ciò che era successo all'esterno della casa poco prima, con la sua maestra. Si era rintanata in camera sua, con uno specchio tra le mani, a parlare con la youkai. -Quindi se non ho qualche superfice riflettente non posso comunicare con te anche se sei dentro il mio corpo?- chiese, perplessa. -Si, è così. L'unico modo che abbiamo per parlare, nonostante viva dentro di te, è trovare uno specchio, un vetro, una pozza d'acqua o qualsiasi altra superfice che rifletta.- spiegò. Mitsuki era alquanto pensierosa. Di sicuro non si era dimenticata del come era stato strano che la youkai venisse liberata dal suo Prismaeon. -Come pensi sia potuto succedere? Intendo, ha fatto da solo.- chiese perplessa la ragazza -credi sia potenzialmente pericoloso?-. Kagami sorrise, sembrava essere pensierosa anche lei dalla superfice dello specchio. -Io credo che l'abbia voluto tu e la bacchetta ha solo realizzato il tuo desiderio.- -Ma questo significa che ogni cosa io voglia me la realizza?- chiese ancora, sconcertata. -Non credo proprio, dev'esserci altro. Dopotutto quel Melodic Prism, come lo chiami, è misterioso già da sè.- -Pensi si stia lentamente rivelando?- si grattò il capo -magari nasconde qualcosa di fantastico e meraviglioso!- affermò, sorridendo e persa nelle sue visioni. -Penso che comunque ti abbia scelta in qualche modo, quindi sta a te trovare un modo nell'usarlo.- spiegò, attirando l'attenzione dell'albina. -...sarebbe bellissimo se io riuscissi a combinare qualcosa di buono.- disse la maghetta, rattristandosi. -Sei ancora presa da quel problema? Non ti avevo forse dato consiglio?- -Sono ancora confusa, Kagami. Non so cosa fare per realizzarmi.- tremò, tenendo stretto a sé lo specchio, rannicchiata accanto alla finestra da dove la luce lunare illuminava il suo viso. -...Io vorrei che sia soddisfatta di me...- -Cos'è che ti blocca? Paura dei danmaku o l'insicurezza?- chiese ad un tratto la youkai. -Spellcard. Non so usarle.- specificò l'albina. -...ne hai una che ti rappresenti?- -Direi di no. Ho quella di mio padre però...- rispose, fissando la card sul mobile accanto al letto. -Dimenticala, è fondamentale che tu crei una spellcard che ti rappresenti.- spiegò la donna, fissando l'albina negli occhi. Quegli occhi erano meno gelidi del solito. -Una spellcard che rappresenti il tuo cuore in questo momento.- -E come posso fare?- chiese l'albina perplessa. -Dimmi, cosa c'è nel tuo cuore in questo momento? Senza riflettere, dimmi a cosa stai pensando.- -Marisa.- rispose senza riflettere. Se ne accorse l'istante dopo, siccome si portò la mano alla bocca per coprirsela. Kagami annuì. -Già, Marisa. questo può voler dire solo una cosa: la tua spellcard la devi creare pensando a lei.- -Ma come potrei creare una spellcard pensando alla sensei?- La youkai sorrise. -Prendi carta e penna, Mitsuki.- Il buio, il nulla. Non un suono nè una luce. Lentamente, la ragazzina avanzava nel nulla, chiedendosi quale fosse il luogo da raggiungere. Eppure non esistevano luoghi da raggiungere, non esisteva più nulla. Poteva udire il battito del suo cuore aumentare per la paura, nel vuoto di un'esistenza nulla, da sola, in un luogo dove non c'era nè inizio nè fine. Si fermò, spaventata. non aveva il coraggio di parlare, era solo terrorizzata dall'aver perso ogni cosa. Una sensazione disgustosa, a dir poco mostruosa, che mischiava ansia e inquietudine con il terrore e il dolore. La sofferenza della vita che finisce e il terrore dell'eterno oblio. Una situazione che spaventava. Una sensazione infinita dove non vi era una via d'uscita. Non pensò, non pianse, non si fermò, avanzò nel nulla come se fosse l'unica cosa da fare per l'eternità. Le ci volle un enorme sforzo di volontà per fermarsi, mentre il suo corpo continuava a tremare come sotto spasmi. Ciò che la aiutò nel cercare razionalità in quel buco nero fu una voce, sottile, quasi inudibile, ma nel nulla dell'oblio c'era così tanto silenzio che anche un lontanissimo sospiro poteva essere udito. Si voltò, lo capì dal movimento del collo, ma non era in grado di capire in che direzione. Il paesaggio era uguale, non c'era nulla, nemmeno lei. Era solo l'ombra di qualcuno che si muoveva nell'oscurità. E ancora la voce sussurrante, stavolta più forte. Lei non parlò, non aveva la voce per farlo. Ma poteva ascoltare, ogni parte del suo corpo d'ombra ascoltava quella voce come se fosse un miracolo nel nulla. E la voce suonò più chiara così che ne distinse le parole, mischiandole e riordinandole per dar loro un senso. -Sento che finalmente sei qui.- disse la voce nel nulla. Era facile poter intuire il timbro maschile. Ma cos'era un maschio, dopotutto? Nel nulla assoluto un maschio e una femmina non erano importanti, come non era importante se eri nudo, menomato, un bambino o un vecchio, se eri stupido o intelligente. Nel nulla assoluto non c'era che l'eterno oblio. -Mi hai fatto aspettare molto... ma sei qui.- continuò la voce, quasi emozionata. -Vieni da me, vieni come tutte le altre. Maledirai la tua nascita, mia cara bambolina.- La voce ripeteva sempre le stesse cose. La chiamava, chiamava lei. La voleva, la bramava. Lo percepiva nel nulla del suo insieme. La voce percepiva il suo terrore. -Ti troverò, non temere. L'incubo nel quael stai viaggiando sarà ben presto la realtà che ti distruggerà.- Nel nulla dell'oblio, la voce tacque. Un rombo e ancora un'esplosione, ma stavolta non coinvolse gli alberi attorno alla casetta. Mitsuki si pulì il vestito dal polverone che si era alzato. Osservò in giro, notando che solo un albero era stato danneggiato, l'albero che aveva indicato come suo obiettivo. Sorrise. Una mano le si appoggiò sulla spalla e sussultò, spaventata. -Marisa-sensei!- urlò, poggiandosi una mano sul petto. -Mi hai spaventata!-. La maga bicromatica le diede un piccolo e leggero schiaffetto sul viso. -Ancora questo "sensei"? Ma quand'è che te lo metti in testa che devi chiamarmi per nome da ze?- chiese, spostando il suo sguardo dall'albina all'albero. -Cosa hai usato?- chiese con curiosità. -Mh....Cosa?- chiese, tenendo la spellcard dietro la schiena in modo che Marisa non potesse vederla. -Per colpire l'albero, hai usato una spellcard, ne ho sentito l'attivazione. Qual'è? Quella di tuo padre?- L'albina alzò le spalle, senza dare spiegazioni, aggiustandosi il vestito e facendo finta di nulla. -..mhh non mi dire...hai creato una spellcard? Fammi vedere ze!- disse, seguendo l'albina e tenendosi vicina a lei per potergliela strappare di mano. Mitsuki scosse il capo, pensando ad un modo per evitare di rovinare la sorpresa. -mhhh Marisa-sens....ehh Marisa ma...è ... normale che io sogni di essere nel nulla?- chiese, cambiando velocemente argomento. -Eh? Nel nulla da ze?- chiese la maga nera, perplessa. -Si, nel nulla. Praticamente sono nel nulla e una voce maschile mi chiama, dicendomi che devo andare da lui.- spiegò. Marisa sembrò pensierosa. -Fai spesso questo sogno?- -Si, è bruttissimo. Ultimamente sarà da una settimana...da quando...oh beh, insomma, sogno questo tizio che parla e io sono nel nulla, quasi drogata, ma la sensazione è bruttissima...non posso far altro che sentire e camminare in questo oblio, non c'è nulla e io sono parte del nulla...- continuò a spiegare, con accuratezza. La sua maestra la fissò seria. -...credo che tu debba andare da Eirin. Ha delle gocce molto utili per farti dormire con tranquillità da ze.- spiegò, mentre tornavano a casa. Si avvicinarono alla porta d'ingresso, quando Mitsuki pensò fosse una buona idea. -Hai ragione, vado a fare una visita all'Eientei allora!- esclamò, prendendo la sua scopa e scappando via di corsa. Mentre si alzava oltre le cime degli alberi, ripensò agli allenamenti dell'ultima settimana. Grazie a Kagami era finalmente riuscita nel suo intento, le doveva davvero molto. Si sentiva pronta. Sorrideva, mentre si accingeva a sorvolare la Bamboo Forest. Scese in picchiata e perse un pò di quota così da poter volare tra gli alti bambù che si ergevano maestosi attorno a lei. Mentre volava verso la sua meta, qualcosa sbucò da un lato, costringendola a frenare per non investirla. Si fermò a mezz'aria, osservando la cosa che era sbucata. Si trattava di Mystia. -Oh, Mitsu-chan, sei tu!- disse il passero notturno, svolazzandole davanti -Ti avevo presa per uno youkai- disse, annuendo. -No, sono io.- disse l'albina, ridacchiando. Anche Mystia rise di conseguenza, era bello farsi due risate in compagnia. E poi ebbe una idea. -Mystia, ti va una danmaku battle con me, adesso?-

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» 17/03/2010, 23:47
uh non ho aggiornato °-° Stage 39 - Powerful Shining Love Mystia fissò sconcertata l'albina siccome la richiesta era alquanto insolita. Dopo qualche istante di riflessione sorrise, annuendo. -Non posso certo rifiutare la sfida di una amica!- disse, preparando le sue spellcard. Mitsuki strinse la sua, tenendosi forte sulla scopa. Era il momento di mettere in pratica gli insegnamenti di Kagami. La sentiva, dentro di lei. Sentiva la sua presenza, anche se non sapeva cosa le dicesse nè cosa pensasse. Kagami le aveva detto che quando il loro legame e la loro unione sarebbe diventata più solida, avrebbero potuto mentalmente comunicare in qualsiasi luogo. Non sapeva se sarebbe stato un bene o un male, tenendo conto del fatto che Kagami l'avrebbe seguita sempre anche in momenti di intimità. Eppure non ne ebbe paura, anzi, fu confortata dal sapere che non sarebbe stata più sola. La youkai svolazzò attornò a Mitsuki per riportarla alla realtà. -Ci sei? Sei pronta?- le chiese. L'albina annuì, sorridendo in modo radioso. -Sono prontissima. Si dia inizio alla sfida!- La youkai partì senza indugi, rilasciando danmaku verdastri in posizione circolare e in file da tre ciascuno. Non era per nulla difficile da evitare, bastava seguire gli spazi tra ogni fila di danmaku e spostarsi leggermente da un lato per la prossima scarica, leggermente più spostata rispetto alla prima. L'albina non voleva essere da meno e partì con il suo primo attacco. Usò la magia per lanciare le sue carte da gioco col seme di diamante in colonne disposte come i raggi del sole, le quali avanzavano a spirale verso la youkai. Mystia non si fece trovare impreparata, siccome face un bello slalom tra i danmaku e passò al contrattacco. Sparò anche lei raggi di danmaku stavolta più grandi e dal colore azzurrino, lasciando che l'albina si posizionasse negli spazi vuoti. Dopodichè riprese a sparare i danmaku verdi in posizione circolare, lasciando all'albina uno spazio minore nel quale destreggiarsi. Mitsuki non si demoralizzò, riuscì a schivarli anche nello spazio ridotto. -Moth Sign "Sphingid's Wingbeats" - dichiarò la youkai, creando delle file di danmaku bluastri in posizione orizzontale, sparse qui e là per il territorio. Intanto, una scia di danmaku rossicci venivano lanciati verso l'obiettivo, Mitsuki, la quale si scansò sulla sinistra, lasciando che la colonna di danmaku la sfiorasse. Ma non poteva essere così facile, restò in guardia. Infatti, dai danmaku bluastri in posizione orizzontale, venivano rilasciati altri danmaku, stavolta freccette di un viola acceso, che si lanciavano sia avanti che dietro la posizione del danmaku dalla quale erano stati generati. Considerando i molti danmaku blu presenti in giro, ben presto la visuale divenne colma di freccette assassine e Mitsuki dovette concentrarsi nello schivarle, attenta a non farsi colpire dalla consueta colonna di danmaku rossi che veniva scagliata contro di lei dalla youkai. Mitsuki ne uscì illesa, senza riportare nemmeno un graffio e questo la sollevò non poco. Stava seguendo i consigli di Kagami, stava mantenendo la calma e stava studiando le direzioni di più danmaku allo stesso tempo. Ma adesso toccava al suo contrattacco, posizionò le carte col seme di fiore in posizione circolare con lei al centro, le rilasciò a strisce di due alla volta, che si aprivano a mò di corolla verso Mystia. Anche la youkai era ben preparata e li schivò con semplicità, ma l'albina non aveva terminato. Mentre le corolle circolari di carte continuavano ad aprirsi e a vorticare verso la youkai, l'albina lanciò le carte col seme di picche a colonna verso di lei, dandole poco spazio per attraversarle, il che però non le impediva di pozionarsi in mezzo a due colonne e di continuare, seppur con più fatica, a schivare le corolle. -Night-Blindness "Song of the Night Sparrow"- dichiarò la youkai, lanciandosi nuovamente in attacco contro l'albina. Era fatta, Mystia aveva attivato la sua ultima spellcard, quella più difficile e Mitsuki doveva sopravvivere. La sua visuale calò in fretta, ad un tratto il paesaggio si scurì e non vide che soli pochi metri davanti a lei. Le arrivarono contro flotte di danmaku rossi ad incrocio, che schivò all'inizio con semplicità, ma pian piano iniziarono ad aumentare e l'albina trovò più faticoso lo schivarle con soli pochi centimetri di visuale. Doveva tenere i nervi saldi, doveva osservare il movimento di ogni danmaku e doveva calcolare in un istante le direzioni di ognuno, volandoci accanto e passandovi attraverso senza essere colpita. Riuscì a resistere e pensò fosse giunto il momento. Alzò al cielo la sua spellcard. -Full Heart "Powerful Shining Love"- dichiarò. Le carte col seme del cuore si posizionarono attorno all'albina formando un cuore in tre fascie. Le fascie man mano si staccavano dal cuore gigante e le carte si consolidavano in insiemi di cuori di dimensioni variabili. Mystia schivò gli insiemi, ma pian piano dovette notare che gli insiemi non seguivano uno schema predefinito ma si muovevano in modi sempre diversi e in direzioni diverse. Adesso avrebbe dovuto osservare gli insiemi che le si avvicinavano e intuirne il punto di impatto. Tutto questo in pochi istanti e con molta precisione. Con estrema felicità, Mitsuki notò che anche una youkai come Mystia poteva faticare nello schivare quegli insiemi disordinati, che in realtà seguivano uno schema a ripetizione ben preciso con un tempo di realizzazione che bisognava essere calcolato. Non avrebbe potuto calcolarlo e nello stesso tempo schivare tutti i danmaku, calcolare la direzione, la velocità. E infatti venne colpita, più di una volta. E Mitsuki vinse la sua danmaku battle. Saltellò allegramente sulla sua scopa, svolazzando in giro, mentre Mystia sospirava, un pò delusa ma un pò felice che l'amica ce l'avesse fatta. -Ma dov'è quella reporter quando serve??- disse l'albina, guardandosi in giro. -Aya-saaaaaaaan! Ho vinto la mia prima danmaku battle! Uffa!!!- urlò l'albina alle cime dei bambù, silenziosi. -In un modo o nell'altro si saprà, non ti preoccupare!- disse Mystia, abbracciando Mitsuki, che arrossì. -Mystia!...Arigatou!- Spalancò la porta del Kirisame Magic Shop, fiondandosi dentro con rapidità incredibile. -Ho vintooo!!- urlò gioiosa. Dal laboratorio adiacente si affacciò la maga nera, la quale fissò l'albina con perplessità. -Che succede, bakatsuki?- chiese lei, osservando l'albina saltellare. Mitsuki si fermò e corse ad abbracciare Marisa. -Ho vinto! Ho vinto la mia prima danmaku battle!- le disse gioiosa -la mia spellcard ha sconfitto Mystia!-. Marisa sorrise. -Ah, allora mi nascondevi davvero una spellcard!- disse, ridacchiando -Beh, ora non ti resta che uno scontro contro di me!- esclamò. Mitsuki la fissò sconcertata. -...certo, non potrai MAI vincere, ma mi piacerebbe proprio vedere come è diventata brava la mia allieva da ze!- L'albina si staccò imbarazzata dalla maestra, sorridendo ancora per il successo ottenuto. Ormai non ci sperava più eppure ci era riuscita, aveva conquistato il suo posto a Gensokyo. -Ohi, Mitsu. Com'è andata da Eirin?- chiese la maga, riportando alla luce il motivo per il quale Mitsuki era uscita. -Ah, vero! Corro subito adesso!- disse la ragazza, afferrando nuovamente la scopa e scappando nel cielo limpido di Maggio. Pensò che ultimamente andasse a destra e sinistra con più velocità di quanto non avesse fatto in vita sua. La sua vita si era trasformata, dal giorno in cui aveva trovato il libro ed il Melodic Prism. Aveva incontrato Marisa, della quale adesso era innamorata a tutti gli effetti. Aveva imparato la magia e adesso cavalcava una scopa nei cieli di Gensokyo, stringendo a sè la sua prima spellcard e condividendo il corpo con una potente youkai. Arrivò all'Eientei quasi subito, fiondandosi dentro alla ricerca di Eirin-sensei. -Mitsuki-chan!- la richiamò una voce alle sue spalle. L'albina si voltò, riconoscendo la voce, infatti si trattava di Reisen. -Reisen! Sono qui per Eirin-sensei, dove posso trovarla?- chiese, guardandosi intorno. -Mi dispiace Mitsu, la Master adesso non c'è...è urgente? Puoi passare più tardi o domani?- chiese la coniglietta lunare. L'albina annuì e colse l'occasione per raccontare del suo scontro con Mystia, saltellando intorno peggio di un coniglio. -Fantastico! Sono felicissima che tu ci sia riuscita!- esclamò l'amica, abbracciando Mitsuki con gioia. -Poi ti sfiderò, così mi mostrerai la tua spellcard!- disse -adesso però ho del lavoro da fare e sai che succede se non faccio il mio dovere...- spiegò, mordendosi le labbra. Mitsuki capì all'istante, ridacchiando, e salutò l'amica, osservandola mentre spariva nei meandri dell'enorme residenza. Si avviò verso l'uscita, incrociando una ragazzina leggermente più bassa di lei dai capelli lilla. L'albina si fermò, si ricordò di averla già vista prima ma la ragazza avanzò senza darle attenzione e svanì anche lei tra i corridoi dell'Eientei. Mitsu restò ferma, il Melodic Prism che emanava una flebile luce e una sensazione di nervosismo e curiosità. -...chi era quella tipa?- si chiese, osservando il punto in cui era sparita. -...aveva una grande energia.- Si voltò, scosse il capo e tornò in groppa alla sua scopa, diretta a casa. Quando aprì la porta notò Marisa seduta sul divano, estremamente pensierosa. Poggiò la scopa al muro e le si avvicinò. La maestra l'aveva notata, aveva sorriso e poi era tornata nei suoi pensieri. Davanti a lei, gettati sul tavolo, alcuni tomi antichi sparsi e aperti in determinate pagine. Si fermò accanto a lei, osservandola. Marisa era una ragazza forte, piena di energia, era intelligente e non aveva legami, era libera e poteva fare qualsiasi cosa volesse. Adorava quella sensazione di potenza e libertà che molti cercavano. Marisa se l'era conquistato da sola, era importante e ricercata, un degno avversario per chi non la sopportava, una maga potente e libera. Si era costruita da sé da che era una semplice umana. E' questo ciò che amava di lei. La maga nera alzò il capo, con sguardo perplesso. -Cosa c'è, Mitsuki?- chiese lei, evidentemente accortasi di essere squadrata dall'albina. La ragazza aveva il cuore in gola, si sentiva soffocare, sapeva che portare quel segreto ancora dentro di lei l'avrebbe prima o poi distrutta. Sapeva anche che parlare adesso significava distruggere tutto. Ma non poteva fare altrimenti. Non si chiese nemmeno perchè si fece quel giro di pensieri e perchè decise così, su due piedi, una cosa tanto importante. -...Marisa-sensei.- la chiamò. La maga dovette intuire il disagio dell'albina perchè si issò e le si avvicinò, guardandola dritta negli occhi, senza ribadire nemmeno di non chiamarla "sensei". -...io devo lasciare questo posto e tornare a casa.- spiegò l'albina, fissando la sua maestra. Marisa scosse lentamente il capo, probabilmente non capiva per quale motivo l'albina le stesse dicendo quelle cose. -No, Mitsuki. Adesso questa è la tua casa da ze.- spiegò. Ma Mitsuki chinò il capo, afflitta. -...se resto ancora qui farà male ad entrambe.- spiego lei. Marisa stava per parlare ma Mitsuki fu più veloce. -Io so quanto ti dà fastidio che Alice ti venga dietro!- disse Mitsuki, all'improvviso. Marisa rimase sconcertata e non rispose. Mitsuki prese un bel respiro. -Io ti amo.- La maga rimase in silenzio, forse non sapeva cosa dire. Si morse le labbra, fissando Mitsuki con uno sguardo stupito. L'albina si voltò, tremando, ma sentì la maestra che la stringeva da dietro. Si stupì. -...non andartene, Baka.- Mitsuki si voltò, fissando Marisa negli occhi. -Ma ti darà fastidio!- esclamò l'albina -Ti darà fastidio questo mio sentimento, come ti dà fastidio quello di Alice!- spiegò. Marisa scosse il capo. -Tu non mi dai fastidio.- disse lei. Stavolta fu Mitsuki a restare senza parole. Marisa la cinse a sé e avvicinò il suo viso a quello dell'albina. -Anche io ti amo ze.- Avvicinò le labbra a quelle dell'albina e si strinse a lei in un dolce e tenero bacio.

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» 05/04/2010, 13:25
Stage 40 - Insieme Un dolce profumo e un lento movimento accanto a lei, costrinsero l'albina ad aprire gli occhi, ancora assonnati e stanchi. Un'onda di luce la invase, costringendola a stropicciarsi gli occhi per poter abituarsi alla luce e mettere a fuoco il luogo dove si trovava. Accarezzò il bianco cuscino e il lenzuolo sul quale era distesa, nel farlo lasciò scivolare via dal suo corpo la coperta color crema e starnutì. Si passò una mano sul corpo, tiepido al tocco ma rabbrividì. Era nuda, per cui si ritirò su la coperta per evitare di prendere un raffreddore. Si guardò intorno, la camera era diversa da quella che era abituata ad osservare di solito. Il letto era accanto alla parete, un letto ad una piazza e mezza. Sulla stessa parete vi era la porta che dava al corridoio, di fronte, invece, c'era un grande armadio semi aperto con alcuni indumenti che vi scivolavano fuori. Una sedia accanto al guardaroba ospitava un cappello nero da maga e dei calzini. Nella parete accanto vi era la finestra da cui si intravedeva la forte luce del sole. Alla sinistra della finestra, c'era la quarta e ultima parete dove c'era una cassettiera piena di chissà quali cianfrusaglie e vi era appoggiata la testiera del letto. L'albina si appoggiò di lato, verso la finestra, notando la sagoma assopita accanto a lei. La chioma bionda usciva dalle lenzuola, non riusciva però a vederne il viso. Anche lei era voltata verso la finestra, per cui dovette issarsi e sbirciare da sopra per poter guardare il viso della donna addormentata. Sorrise. Non era certo la prima volta che la vedeva dormire ma era la prima volta ad averla vista per tutta la notte accanto a lei. Si appoggiò nuovamente sul letto, abbracciandola e poggiando il capo sulla sua schiena. Arrossì. Il ricordo vago di ciò che era successo quella notte era ancora presente dentro di lei e pian piano ne richiamava tutti i particolari come se fossero svaniti poco prima e adesso stessero tornando da lei, fino a divenire vividi e presenti. Mentre i suoi ricordi stanno fiorendo in lei, un sussulto la riporta alla realtà. La donna si doveva essere svegliata, per cui tirò via le braccia dal suo corpo e attese che si stiracchiasse per bene. Marisa si voltò verso l'albina, stropicciandosi gli occhi. Restò a fissarla per qualche minuto, prima di sorriderle. -Buon giorno, baka.- L'albina quasi non rise, imbarazzata. Quel "baka" era il modo più dolce e scherzoso nel quale la maga nera la chiamava spesso. Le piaceva. -buon giorno, Mari...- rispose lei con dolcezza. Quella dolcezza che la maga doveva amare parecchio, siccome quasi non le saltava addosso di nuovo. L'albina si costrinse a gridare per evitare di essere "morsa" da Marisa. -nooo fermaaaaaa- continuava a dire, mentre Marisa si divertiva a giocare con lei e a farla imbarazzare. Quella notte le aveva spesso detto che amava vederla imbarazzata, mentre cercava di fuggire con lo sguardo dalle sue attenzioni. -Oggi sarà una bellissima giornata.- affermò sicura la maga, accarezzando il viso dell'albina, immergendosi poi tra le sue labbra. Il tempo di staccarsi, Mitsuki la fissò con curiosità. -Che si fa?- -mh... andiamo in giro... da fidanzate.- spiegò, ridacchiando. -Oh... scommetto che Aya-san non vedrà l'ora di spargere questa notizia...- disse l'albina. -Sicura di volerla divulgare?- chiese poi, perplessa su cosa potrebbe accadere in futuro. -Oh, certo che si.- disse Marisa, sorridendo. Si issò e si portò sopra l'albina, stendendosi su di lei. -Che senso avrebbe tenere per noi una così bella notizia da ze?- chiese, baciandola ancora. Mitsuki sorrise, imbarazzata come sempre, avvolgendo con le braccia la sua amata maestra. -...mh...ma prima...inauguriamo questa splendida giornata ze!- disse la maga nera, stringendo il corpicino già caldo dell'albina. Prendere il té da Reimu fu una delle prime cose che fecero le due signorine Kirisame, quel giorno. Marisa le versò una tazza e la prese lei, quasi per gioco. In compenso, le diede la sua, lasciando che bevesse dalla tazza della maga nera mentre lei beveva da quella dell'albina. Reimu le fissò con una espressione tra lo sconcertato e il sorpreso, non capendo come potesse essere accaduta una cosa simile. Dopotutto, sembrava che Marisa si divertisse molto in quel nuovo ruolo. -E dai Reimu, non ci guardare così!- disse la maga, mentre slinguazzava per la decima volta la povera albina, che quasi non si sentiva un nuovo gioco da provare. Ma la cosa la eccitava non poco. -Se evitaste di fare le sconcerie qui al tempio, te ne sarei grata.- rispose, voltando lo sguardo mentre la maga le faceva la linguaccia. -Sconcerie, ma dove da zé? Sto solo baciando la mia ragazza, qualche problema?- chiese, ridacchiando. -Beh, dosa la lingua allora.- rispose la sacerdotessa, rientrando nel tempio e trascinando via la povera Suika stesa a terra ubriaca fradicia. La maga tirò via l'albina e la trascinò sulla sua scopa. -Siccome non ci vuoi, ce ne andiamo a trovare l'hentai!- urlò, siccome Reimu era già dentro il tempio. La scopa si alzò in volo e le due si diressero verso il Kourindou. Mitsuki si voltava a destra e a sinistra, cercando di trovare traccie di Aya-san che le fotografava nascosta da qualche parte. Era alquanto imbarazzata di dover apparire sul BunBunmaru per una notizia così assurda. Come sarebbe stata? Qualcosa tipo "Kirisame Marisa e Mitsuki fidanzate"? Oppure "Lo Shockante fidanzamento tra Kirisame Marisa e la sua allieva"? Non ne aveva la minima idea. L'uomo le fissò con lo stesso sguardo di Reimu, forse meno disgustato. Marisa camminava a testa alta stringendo la mano dell'albina, che ancora doveva capire perchè lo stesse facendo. Voleva che tutti vedessero il suo nuovo giocattolo? Si sentiva estremamente imbarazzata da quella situazione. -Complimenti!- le disse Kourin-san, in un momento in cui Marisa l'aveva lasciata per osservare da vicino un oggetto strano a forma sferica. -Ci sei riuscita!- aggiunse lui. Le stava bisbigliando tutto in modo che Marisa non potesse sentirlo. -Cosa...? Riuscita a fare che?- chiese l'albina, osservando Kourin-san con sguardo interrogativo. L'uomo indicò Marisa con il capo. -A conquistare il suo cuore.- le rispose -Non c'era mai riuscito nessuno, iniziavo a credere che Marisa fosse intoccabile da certi sentimenti!- rise. Marisa alzò il capo dall'oggetto che stava studiando e osservò i due, tra cui Kourin-san che ridacchava e Mitsuki perplessa. -Ohi, cosa stai facendo? Giu le mani dalla mia ragazza da zé!- L'albina si fissò intorno più perplessa di prima, mentre le due volavano spedite verso la Koumakan. Iniziò a pensare che Marisa stesse facendo di tutto per esibirla in giro, ma perchè? Cosa ci fosse di tanto fantastico nella sua allieva quasi-fallita? Di Aya-san non vi erano traccie, iniziò a credere che fosse impegnata in questioni più importanti degli affari di cuore. Giunsero nell'enorme villa ed entrarono dalla porta principale, dopo aver accuratamente sistemato Meiling. Percorsero il corridoio diretti alla libreria, dove una Patchouli perplessa meno di Reimu e Kourin le fissava, seguendole con lo sguardo. Se lo aspettava, siccome Patchouli-sama era sempre molto apatica. Lasciò Marisa a chiacchierare con la maga malaticcia e corse da Mayumi, la quale la abbracciò felice della notizia. Ma Mitsuki la trascinò dietro uno scaffale senza darle il tempo di replicare, raccontandole il patto con Kagami. -COSA? Sul serio?- chiese, cercando di rimanere calma, ma la sua espressione era tra il serio e il preoccupato. Mitsuki le spiegò ogni particolare della situazione, rassicurandola, tuttavia la maga verde restò perplessa, restìa ad accettare un simile compromesso. Magari si chiedeva a cosa mirasse davvero la youkai degli specchi. Mitsu non ci volle pensare e cercò di scacciare il pensiero dalla mente. Sapeva che Kagami-san era leale. Entrò in casa con sguardo vacuo, per questo Marisa le chiese se stesse bene. Ma alla fine andava tutto bene, fin troppo. Si sedette sul divano, quando le si aprì una sorta di passaggio davanti e apparve una mezza vampira di sua conoscenza. L'emozione era troppa. -SHIZUKA!!!!!- urlò gettandosi tra le sue braccia, era davvero da molto che non la vedeva. La vampira, di tutta risposta, la scaraventò a terra. Mitsu si alzò, dolorante ma ridacchiando. Per fortuna era proprio la Shizuka che conosceva. -Ho saputo che ti sei fidanzata con Marisa-san, sul serio?- chiese, gettando il giornale in testa all'albina. Lo prese e notò che alla fine era davvero uscito l'articolo che temeva: "Kirisame Marisa annuncia il suo fidanzamento con la sua allieva!". -Non sapevo leggessi certe porcate!- disse Mitsuki, ridendo. -Bah, mi era capitato tra le mani e dopo aver letto la notizia ho pensato di fare un salto qui per sapere quanto fosse attendibile.- inarcò un sopracciglio. -E' tutto vero allora...- Scoppiò in una risata alquanto preoccupante. Se lo aspettava dopotutto, Shizuka era il solito tipo che prendeva in giro la gente, almeno in certi casi. Si calmò, asciugandosi le lacrime. Doveva essere una cosa davvero molto divertente per averla fatta piangere dalle risate. -E' incredibile, voi due? Ma andiaaamo!- disse, singhiozzando dalle risate. L'albina si avvicinò a lei, portando le mani ai fianchi e con una espressione da offesa molto pucciosa. Shizuka si calmò e la osservò per qualche secondo, prima di portarle una mano sul capo. -Congratulazioni, baka.- L'albina sorrise. Shizuka era proprio inimitabile.

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» 13/04/2010, 14:42
Ma e diventato un hentai?
I morti non possono piange quindi piango per loro. (Cit. Momo Shinigami no ballad) guardiamo i fatti, halo ha tante vendite per il semplice motivo che l'xbox è uscita prima, non giorni, neanche mesi ma anni...ok piace ma è solo per quel motivo che vende di più (Multiplayer.it) 
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» 13/04/2010, 16:09
non mi pare ci sia nulla di hentai °-°''
ma sai cos'è un hentai, vero?

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» 14/04/2010, 12:59
La parte di Mitsuki nuda nello stesso letto con Marisa e l bacio mi ha dato l'impressione di essere un pò hentai. Tutto qui
Spero di non essere stato offensivo
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» 14/04/2010, 14:44
eh ma se non dicevo che ero nuda non usciva in mezzo sto casino °_°'' (il bacio è una cosa normalissima X°) va beh, la prossima volta scriverò che indosso una camicia leggera per questo sento freddo =_0'''

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» 14/04/2010, 15:19
No lei nuda va bene lo stesso, era solo per chiedere, la scrittrice sei tu e non voglio modificare nennemo un pò la tua storia che apprezzo molto, quindi per favore fai finta che non abbia scritto nulla ok?
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» 14/04/2010, 21:22
no è che tutti si sono scandalizzati per il fatto che Mitsu era nuda XD ma scusa, non può stare nuda a letto? cioè se scrivevo che si faceva la doccia nuda succedeva casino lo stesso? No, perchè non è che una persona si può fare la doccia vestita, eh? XD

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» 14/04/2010, 21:39
Casino?
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» 14/04/2010, 22:52
si è successo che tutti si sono allarmati perchè Mitsuki dorme nuda O_O'''

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» 14/04/2010, 22:55
Kirakishou ha scritto:no è che tutti si sono scandalizzati per il fatto che Mitsu era nuda XD ma scusa, non può stare nuda a letto? cioè se scrivevo che si faceva la doccia nuda succedeva casino lo stesso? No, perchè non è che una persona si può fare la doccia vestita, eh? XD
Kira, scusa se intervengo, ma credo che tu stia confondendo le cose. Non credo che la gente si sia scandalizzata per il fatto che Mistuki era nuda, ammetto di non aver letto il capitolo (come del resto l'intera fic) ma, a meno che tu non abbia fatto una descrizione precisa nei minimi dettagli sfiorando l'erotismo, dubito che sia quello ad aver fatto aizzare la folla. Il fatto è "l'atto" illegale e discutibile che hai descritto. Nella precisione lesbicisimo e pedofilia. Tralascinado il classico Yuri presente in buona parte dei fan-made dedicati a Touhou, ricordiamoci che Marisa è dichiaratemente Mid-Teen (quindi sui 15 anni) e che Mistuki è anche più piccola (ma non ricordo di quanto). Partendo dal pressupposto che nel forum ci siano in buona maggioranza minorenni e che, come già successo in passato per la questione Hentai, la community ha bandito qualunque tipo di riferimento esplicito al sesso o affini... la conclusione dovrebbe essere ovvia. Comunque sia chiaro, NON COMINCIAMO ALTRI INUTILI FLAME come quelli che purtroppo mi sono perso [Puoi levare pure il "purtroppo" n.d.Uriel] delle settimane passate. Ci tenevo a precisare la cosa giusto per far chiaro quale fosse stato il tipo di problema lamentato da alcuni membri del forum, in modo da poterlo evitare in futuro. Per il resto, scrivi pure la tua storia e complimenti per la continuità! 
Così come Cerbero in passato, il cui solo sguardo raggelava il sangue...Custode di un terribile segreto, a cui nessuno fu concesso scoprire...Egli è già tra noi, in un tripudio di dolore che lentamente avanza inesorabile...InuScarlet sventrerà chi si opporrà all'SBM... finchè la Luna non ne decreterà un'equa fine!  
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» 14/04/2010, 23:01
ma a sto punto diciamo che Yukari ha 17 anni da 1000 anni e siamo più realisti xD ma 15 anni dove? Ma Marisa avrà avuto 10 anni circa 18 anni fa in touhou 2 (dubito ne potesse aver avuti di meno), con un veloce calcolo (lo feci prima di TH12) adesso dovrebbe averne in totali sui 28 anni. Però 28 sono troppi, quindi la considero poco più che ventenne nella fic.
Che siano lesbiche non credo importi a molti, a Touhou ci sono solo femmine, non credo Rinnosuke abbia un'harem °-° E poi non c'è descritto NULLA. Se tu IMMAGINI qualcosa simile solo perchè dorme nuda in un letto con la sua maestra è un conto, perchè vedi, anche una madre e una figlia possono dormire nude ma non è che devono aver fatto qualcosa di incestuoso per forza (esempio stupido ma non mi veniva altro). Tutto sta a come TU interpreti, per questo io non ho messo nulla in chiaro.

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» 14/04/2010, 23:11
[Edit:]No! Mi Auto-Banno e rimuovo il mio commento!!! Mi sono accorto che stavo per far scatenare un Iper-Flame, quindi chiudiamo quì il discorso, "Chi ha orecchie per intendere, intenda". Prima di chiudere però, ti faccio solo una domanda di curiosità sulla tua fic, hai mai provato a "stenderla" su pagine di word? Quante pagine sarebbe più o meno per capitolo? E in totale? 
Così come Cerbero in passato, il cui solo sguardo raggelava il sangue...Custode di un terribile segreto, a cui nessuno fu concesso scoprire...Egli è già tra noi, in un tripudio di dolore che lentamente avanza inesorabile...InuScarlet sventrerà chi si opporrà all'SBM... finchè la Luna non ne decreterà un'equa fine!  
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» 14/04/2010, 23:14
manda mp e continuiamo così se non vieni su msn perchè voglio cmq sentire cosa rispondi
per world ora ti dico, non ce l'ho e sto facendo fare una prova a Melkart --ok sono 2 e mezza xD

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