Codice della crisi d’impresa: in cosa consiste

Codice della crisi d’impresa: in cosa consiste

Il legislatore è da poco intervenuto nell’ambito del diritto fallimentare, o meglio nell’ambito della crisi d’impresa utilizzando una terminologia più appropriata.

È necessario però un nuovo intervento infatti, la legge delega del Parlamento 8 marzo 2019 ha delegato l’esecutivo per l’adozione di disposizioni che possono integrare e dunque correggere la riforma della disciplina della patologia impresa e dell’insolvenza.

Dunque la riforma attuata con decreto legislativo del 2019 numero 14 attuativo della legge delega numero 155 emanata dal parlamento l’ottobre del 2017 potrebbe subire alcune modificazioni.

L’articolo uno della legge delega del 2019 numero 20 impone al governo, entro determinati perimetri temporali, ovvero due anni dall’entrata in vigore dell’ultimo dei decreti  legislativi attuativi della delega contenuta nella legge 19 ottobre del 2017 numero 155.

Ma la legge delega in esame non contiene solo limiti di natura temporale ma impone anche il rispetto dei principi che dovranno guidare l’esecutivo nell’emanazione delle disposizioni integrative dei decreti legislativi.

 

Necessità della nuova delega:

La nuova delega è stata inevitabile in quanto la legge numero 155 del 2017 non prevede la possibilità di adottare nuovi strumenti normativi modificativi o correttivi dei decreti.

Per questo è stato necessario l’intervento del legislatore in virtù della fondamentale importanza della riforma della disciplina dell’insolvenza della crisi di impresa.

Tale disciplina è sicuramente molto importante per il tessuto economico e sociale in quanto avrà un impatto significativo sul mondo dell’impresa in generale.

I punti su cui dovrà agire il governo sono vari al fine di soddisfare determinate esigenze. È necessario cambiare il termine fallimento con l’espressione liquidazione giudiziale, termine più neutro e che non esprime un giudizio di valore.

Vi è la definizione specifica di stato di crisi, locuzione sintomatica di futura insolvenza.  Un ulteriore punto è il recepimento della nozione di matrice europea di centro degli interessi principali del debitore, elemento fondamentale per quanto concerne la competenza territoriale del giudice.

L’inserimento di procedure preventive e di strumenti che permettano una composizione assistita della crisi d’impresa, mediante istituti deflativi del contenzioso, permettono di risolvere la controversia senza l’ausilio del giudice, strumento fondamentale per evitare che il complesso meccanismo giudiziario possa ingolfarsi a causa di tantissimi contenziosi semplici.

È necessario incentivare gli accordi tra creditori  e debitori affinché sia possibile risanare la posizione debitoria. Sarà disposto anche un intervento sistematico sull’impianto del codice civile, specificatamente su tutti gli istituti che possono interessare la materia societaria.

Entrata in vigore:

L’articolo 389 del decreto legislativo 2019 numero 14 sancisce che il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza entrerà finalmente in vigore dopo 18 mesi dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tale norma prevede dunque una vacatio legis abbastanza lunga.

Qualora dovessero essere rispettato tutti i termini fissati, la riforma sarà operativa il 14 agosto 2020. Sarà possibile apprezzare il codice nella sua interezza solamente nel 2022. È doveroso però precisare che vi è un gruppo omogeneo di norme per le quali è prevista l’entrata in vigore dopo il 30º giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo numero 14/2019 e pertanto si tratta  di disposizioni applicabili a tutti gli effetti anche ora.

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